Podolinsky a Bologna 2°parte

Martedì 24 Maggio si è tenuto a Casalecchio di Reno (BO) l’incontro con il famoso esperto di biodinamica Alex Podolinsky, sul tema “La fertilità della terra, produzione agricola e salute”, organizzato da Slow Food Italia in collaborazione con Anagribios -Coldiretti.

Come promesso vi racconto quanto emerso nella seconda parte dell’incontro con Alex Podolinsky, durante il seminario che si è svolto a Casalecchio di Reno, Bologna , il 24 Maggio .

Podolinsky si è soffermato più volte sulla capacità di osservazione, chiedendosi cosa questa rappresenti per l’esperto. Si tratta di entrare in contatto con la natura, vivendola in ogni istante e cercando di capire di cosa necessiti in quel momento .

E’ necessario che l’agricoltore biodinamico abbia/acquisisca questa capacità di osservazione; nel tempo le singole osservazioni  degli agricoltori australiani hanno permesso di  elaborare  un metodo agricolo completo, creando una rete utile all’ insegnamento che Podolinsky ha potuto trasmettere in diversi altri paesi .

Podolinsky conferma, infatti, l’importanza degli insegnamenti e dei preparati: il 500, preparato per il suolo,  che aiuta lo sviluppo radicale e in particolare la crescita delle radici avventizie,  e il 501, preparato per la luce, che aiuta la pianta ad assorbirla e ad assumerne in maggior quantità in condizioni climatiche non  favorevoli; sottolinea, inoltre, che solo l’agricoltore stesso deve acquisire la capacità di decidere quando è opportuno usare i preparati, pianificando al meglio la loro somministrazione e assecondando i ritmi della natura.

L’agricoltore può seguire i consigli di esperti  soprattutto nella fase iniziale, che è la più difficile, ma deve essere autonomo e imparare a decidere in base alle esigenze delle sue piante e del suolo. In questo metodo di osservazione, sottolinea Podolinsky, non c’è nulla di mistico e filosofico, ma tutto è pratico e concreto.

Si è parlato poi della dinamizzazione. Sino a qualche anno fa il vortice veniva creato a mano e si proseguiva per un’ora in una direzione e nell’altra alternando la creazione dei vortici.

Attualmente esistono macchine prodotte a tale scopo, ma spesso risultano costose per il singolo agricoltore, che può in alternativa crearsi un dinamizzatore; alla domanda di un viticoltore in sala è stato risposto che può essere utilizzata a tale scopo persino una barrique usata, il solo problema è rappresentato dal legno che secca, mentre l’acqua va cambiata ogni 15 giorni per evitare che marcisca.

Le tematiche sono state sviscerate concretamente nel pomeriggio, attraverso la prova pratica tenutasi presso la sede dell’orto biodinamico dell’ex ParcoTalon. Nell’orto accanto ai campi, Podolinsky ha spiegato l’importanza della semina subito dopo il raccolto, per mantenere l’attività dinamica e continuativa in azienda, e di come il preparato 500 si possa usare ogni volta che si semina nei campi, mentre nei vigneti 2 volte all’anno.

Non mi dilungo su tutti gli aspetti tecnici che possono risultare alquanto noiosi per chi non conosce le tecniche di preparazione dei terreni; per chi fosse interessato esistono pochi dvd disponibili sulle metodologie usate e sugli strumenti adottati.

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