Il Cannonau di Mamoiada-Giuseppe Sedilesu

Ho pensato di  presentarvi i nuovi vini scelti da eticavitis descrivendovi brevemente in un post il produttore. Questa volta vi porto nelle fantastiche terre di Sardegna, tra i profumi della macchia mediterranea e i  sapori intensi del Cannonau.

 

Durante la mia breve permanenza in Sardegna nella prima settimana di Agosto, ho visitato  l’azienda agricola Giuseppe Sedilesu a Mamoiada, nel centro della Barbagia,  in provincia di Nuoro. La famiglia possiede 15 ha di vitigni di Cannonau, coltivati ad alberello di età diverse, tra i quali c’è una piccola percentuale  di un vitigno a uva  bianca preziosa, il  Granazza , utilizzato per la produzione del loro vino bianco il PerdaPintà.

La proprietà è interamente gestita dai tre figli del fondatore Giuseppe Sedilesu e dalle rispettive famiglie.  La nuova cantina è stata costruita utilizzando materiali di edilizia ecologica ed è dotata di impianto fotovoltaico. Salvatore Sedilesu racconta che il processo produttivo prima era localizzato in un vecchio caseificio dove il lavoro veniva effettuato quasi interamente a mano come la pigiatura e follature. La nuova struttura è stata dotata di  macchinari a bassa tecnologia, che permettono alla famiglia di velocizzare il lavoro, pur mantenendo l’attenzione alla tradizione produttiva.

I vecchi vigneti vengono  infatti, arati con l’aratro a buoi, e zappati a mano. Il solo concime utilizzato quando  necessario,  è il letame. In vigna viene limitato l’utilizzo di rame e zolfo, e sono banditi i  prodotti di sintesi chimica. Francesco Sedilesu conferma che l’agricoltura biologica è di routine a Mamoiada, essendo zona vocata alla vite, non necessita di interventi con prodotti chimici di sintesi; nell’ultimo anno sono state applicate nei vigneti, tecniche di coltivazione di agricoltura biodinamica (sovesci e preparati biodinamici) per la necessità di recuperare la fertilità dei terreni. L’azienda è in conversione al biologico, sotto l’ente di controllo Codex.

In cantina non vengono usati lieviti selezionati, additivi e chiarificanti; inoltre i vini non vengono filtrati. I pochi solfiti aggiunti prima della pigiatura e dell’imbottigliamento determinano quantitativi medi residui di 30-50 mg/l.

Ho assaggiato i loro vini, ma con voi condivido le mie impressioni in merito al  PerdaPintà sulle bucce, ottenuto dal Granazza in purezza, che mi ha stupita. Il colore caldo dorato con sfumature aranciate, richiama i passiti, mentre i profumi intensi, riportano a  fioriture della macchia sarda, toni dolciastri di tabacco; vi è un contrasto evidente al  palato, dove il vino risulta secco, minerale e caldo!

Ho degustato i due fantastici Cannonau in purezza, che abbiamo aggiunto alla nostra vetrina , S’Annada 2009 al naso prugna e ciliegia, buon equilibrio al palato tra morbidezze e tannini. Buona mineralità. Un vino ben bilanciato.

I profumi di erbaceo e balsamico della macchia mediterranea sarda si percepiscono nel  Mamuthone 2009, l’eleganza  non è ancora definita come nello stesso vino del 2008, ma quasi certa che l’ affinamento in bottiglia potrebbe trasformarlo in un altro ottimo vino quanto l’annata precedente; ora è ben strutturato, secco, fresco e con un tannino “ vivo”,  in evoluzione. In questo vino, si riscoprono  i profumi di questa fantastica isola!

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