Il vino biologico – approvato il regolamento UE

Approvato! Dopo anni di dibattiti e rinvii,  la notizia ufficiale che rimbalza in più articoli dalla scorsa settimana,  riporta l’approvazione del regolamento UE,  della definizione  di vino biologico e la possibilità di  mettere il logo europeo in etichetta, come avviene per gli altri alimenti.

I viticoltori potranno usare la dicitura “vino biologico” dalla prossima vendemmia del 2012, e apporre il simbolo in etichetta;  viene così regolamentato l’intero processo produttivo. L’ Italia è uno dei maggiori paesi  europei  che esporta e produce  vino biologico, e questo regolamento dovrebbe colmare un vuoto legislativo che aveva lasciato senza  alcuna definizione  il vino prodotto da agricoltura biologica.

Il regolamento stabilisce le tecniche enologiche e le sostanze autorizzate per il vino biologico.

I lieviti autoctoni  presenti  sugli acini dell’uva , durante la fermentazione producono naturalmente S02, ma diversi produttori  ritengono che l’aggiunta di solfiti nel vino rappresenti un elemento  importante per la stabilità del prodotto , rendendolo  inattaccabile a batteri e micotossine.  Il problema rimane legato alla quantità di solfiti aggiunti.

Una delle norme  del citato regolamento  fissa il tenore massimo di solfiti per il vino rosso a 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé a 150mg/l (200 mg/l per il vino convenzionale); sembra  vi sia inoltre la possibilità di aumentare il contenuto dei solfiti, in annate particolarmente difficili.

Un vino biologico non potrà quindi  differenziarsi  dai restanti vini per il tenore di solfiti presenti , in quanto la riduzione della quantità da regolamento è davvero limitata.

A nostro avviso ha poco senso identificare la definizione di vino biologico al quantitativo di solfiti aggiunti. I solfiti sono un problema se assunti  in grandi quantità per la nostra salute, ed in particolare per chi è allergico. Diventerà pertanto a nostro parere necessario, da parte della UE, fissare norme specifiche da apporre in etichetta per il contenuto di additivi che possono provocare reazioni allergiche.

Crediamo che un vino biologico in realtà si dovrebbe caratterizzare per il suo basso impatto ambientale e soprattutto per il legame con il territorio, essere riconoscibile da profumi e sapori caratteristici di quel luogo e terreno, prodotto in modeste quantità  e con basso uso di tecnologia. Certamente un basso contenuto di solfiti è auspicabile, ma molti produttori che conosciamo e lavorano in biologico in Italia, hanno già raggiunto questo obbiettivo.

A tale proposito Il nuovo regolamento  stabilisce un sottoinsieme di pratiche enologiche e di sostanze possibili da utilizzare per i vini biologici, che certamente dovranno essere riviste nei prossimi anni.

Questo regolamento rappresenta un primo importante passo, verso il riconoscimento del vino biologico, con ampio margine di miglioramento. Seguiremo l’evoluzione del regolamento.

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