Novità dalla tavola rotonda di Fornovo: “Naturale… ancora”

Abbiamo partecipato nella mattinata di ieri, alla tavola rotonda a Fornovo di Taro nella sede di Vini di Vignaioli per capire perchè negli ultimi mesi si è assistito a verbali e sequestri di bottiglie di vino “naturale” a carico di enoteche e vignaioli. 

I termini natura e naturale pongono un problema di ambivalenza, anche se ci sia basa su definizioni dei dizionari più accreditati italiani e francesi. Prendendo atto della contraddizione intrinseca della parola naturale, per quanto riguarda l’attività di “creazione” di un vino, non si può parlare dal punto di vista legale di un prodotto che si auto-produce senza intervento umano. Il termine naturale come spiegato dall’ avvocato  Cecilia Trevisi, può essere utilizzato nell’ambito delle acque minerali ad esempio, che hanno determinate caratteristiche, provengono da fonti sotterranee, al riparo da inquinamento e manipolazioni umane (dell’inquinamento delle falde freatiche se ne parla mai ?).

Tutto ciò che viene modificato dall’uomo non può essere considerato “naturale” nel senso legale del termine.

La bottiglia di vino è un contenitore essenziale e nella etichette risulta obbligatorio riportare determinati elementi, come numero di lotto, denominazione, anno..ect. Per la legge l’etichetta rappresenta pubblicità per il vignaiolo, e deve necessariamente essere chiara, lecita e non ingannevole, non deve generare dubbi per il consumatore finale.

Nel caso di controllo da parte di un organo preposto le contestazioni sono principalmente di due tipi : la prima viene fatta al produttore del vino naturale, che ha utilizzato tale termine, mentre la seconda di solito al venditore per come viene presentata questa tipologia di vino.

La parola vino naturale non è per legge utilizzabile come termine in etichetta da parte del produttore, né per uso commerciale da parte del rivenditore, perché viene commesso un illecito. La legislazione non lo permette per favorire la tutela del consumatore informato e non informato; entrambi i soggetti debbono necessariamente comprendere, che tipologia di vino stanno acquistando, in modo chiaro e trasparente.

Il solo escamotage legale secondo l’avvocato Cecilia Trevisi, è quello di declinare il termine spiegandolo in etichetta, attualmente concesso dalla legislazione; se per me produttore / commerciante il vino che vendo lo definisco “naturale”, devo necessariamente spiegare perché lo ritengo tale, ad esempio,” vino naturale: non contiene chiarificanti “, ma in secondo luogo devo aggiungere, una lista di sostanze che invece sono presenti.    Perché se il vino in questione è naturale per il motivo dichiarato e verificabile da parte degli enti preposti, tramite prelievi di campioni, potrebbe non esserlo per altre sostanze non comprensibili, al consumatore, quindi vanno esplicitate.

Complicato ? Decisamente sì.

La tutela del legislatore è stata studiata anche per i competitors, che sono la componente del mercato dai quali provengono il maggior numero di contestazioni. Il principio di aggiungere un termine migliorativo come può essere il termine “naturale” in etichetta pone in svantaggio i produttori di altra tipologia di vino dal punto di vista legale.

Dagli interventi successivi nella tavola rotonda, da parte di produttori e addetti al settore, risulta evidente che la vita del piccolo vignaiolo e produttore agricolo, appare sempre più difficile, perché le leggi promulgate in UE, sono fatte appositamente per favorire l’industria. Risulta necessario fare in modo che le piccole realtà agricole, in tutti i settori sopravvivano, perchè la qualità della nostra vita non scompaia. Diverse realtà locali stanno facendo da apripista, associandosi per avere un riconoscimento giuridico, come in Francia, Association des Vins Naturels l’associazione dei vini naturali,  oppure in Italia la Cooperativa Valli Unite.

Concludendo: attualmente se si vuole  usare per la vendita il termine “vino naturale”, risulta necessario per essere nella legalità, specificare nel modo più chiaro possibile in trasparenza, “naturale perché….”, ma attenzione, dobbiamo poi poterlo dimostrare!

Annunci

La patata di Bologna DOP Bio, si racconta, a cena.

Cari amici si avvicina la 4 edizione della Settimana Nazionale della Patata, che dall’1 al 7 ottobre 2012 trasformerà Bologna nella capitale italiana di questo amato tubero, così largamente apprezzato in ogni angolo del nostro pianeta.

Budino di patate con salsa di caramello – piatto PATATA in BO

PATATA in BO ha lo scopo di valorizzare in modo particolare la patata tipica di Bologna, la sola ad ottenere la certificazione DOP in Europa. La Patata di Bologna DOP è protetta a livello nazionale con decreto MIPAAF del 15 giugno 2004 e garantito dal Ministero delle Politiche Agricole  Alimentari e Forestali ai sensi dell’art. 10 del Reg. (CE) 510/06. La patata, per avvalersi della DOP deve essere prodotta esclusivamente e confezionata da aziende agricole, situate nella provincia di Bologna, per garantire il controllo e la tracciabilità.


Per partecipare a questa bella kermesse, abbiamo pensato di abbinare i nostri vini a piatti dove la protagonista di eccezione è la patata di Bologna DOP Bio, nella cena programmata il 2 Ottobre in concomitanza con la Settimana Nazionale della Patata. Gli alimenti base per la creazione dei piatti saranno reperiti dai produttori locali in zona certificati biologici! Il tubero che accompagnerà i piatti creati dagli chef del Ristorante El Ghota, sarà una patata DOP di Bologna certificata ICEA della Società Agricola biologica Marchi Mauro e Claudio di Castenaso (Bologna), che ci hanno gentilmente concesso per la serata pochi kg di patate!

Scoprirete i vini che abbiamo scelto di accompagnare ai piatti della cena e ne parleremo insieme, confrontandoci in merito alle sfumature e sensazioni che il momento vi regalerà.

Bellissima notizia per i vegetariani: prenotate e avrete il vostro menù! 

Appunti dell’ incontro “Tecniche colturali in viticoltura biologica e biodinamica”

Incontro Tecnico e Visita Guidata Tecniche colturali in viticoltura biologica e biodinamica 

Mercoledì 4 Luglio 2012

Cari amici, eccoci di nuovo al lavoro, al rientro da interessanti incontri con produttori, alla ricerca di vini speciali che vi proporremo presto su etica vitis, quindi stay tuned!

Nella attesa, desideriamo condividere brevemente con i più “tecnici” di voi, ipotesi interessanti apprese lo scorso 4 Luglio, durante un incontro tecnico a Tebano.
Nel 2008 in seguito alla domanda di diversi produttori, è stato messo a punto un programma, e proposto l’attuale progetto, ancora in corso. Le ricerche, finanziate dalla Regione E.R. e da CRPV, si svolgono nei vigneti della società “Astra Innovazione e Sviluppo” a Tebano (Faenza), su piante di Sangiovese.
Gli studi in corso mirano a individuare le tecniche agronomiche (in biologico e biodinamica), più consone   a migliorare la fertilità del suolo, le componenti vegeto-produttive delle viti, la qualità di uve e vino, e la resistenza ai patogeni. I dati scientifici e misurabili, rappresentano per gli enti scientifici coinvolti nel progetto, la sfida più importante, che fornirà a termine del monitoraggio, risposte più specifiche agli agricoltori.

Gli organizzatori dell’ incontro sono stati CRPV, Astra, dipartimenti DCA e DISA dell’ Università di Bologna, Prober e Regione E.R. (Direzione generale agricoltura).

La nostra curiosità, verteva soprattutto in merito alle differenze emerse dagli studi, riguardanti i risultati ottenuti, in parcelle coltivate con tecniche colturali in biologico confrontate ad altre coltivate in biodinamica.

Con nostro stupore, allo stato attuale, non sono stati riscontrati valori significativi, che differenziano le parcelle coltivate in biologico e in biodinamico; anche l’analisi dei preparati biodinamici utilizzati, (nella ricerca di ormoni, nutrienti e altre sostanze), allo scopo di spiegare le poche differenze verificatesi nelle parcelle corrispondenti, non ha dato risultati apprezzabili. Le piccole differenze verificatesi all’inizio del progetto, nelle parcelle biodinamiche, trattate con i preparati, hanno riportato un aumento di radici avventizie e concentrazioni leggermente superiori di clorofilla fogliare, ma senza variazioni di valori significativi, paragonati a quelli coltivati in biologico.

Complessivamente la qualità delle uve è risultata molto buona, con entrambe le tecniche colturali applicate nei vigneti.
Vi sono allo stato attuale inoltre, diverse ipotesi ancora in evoluzione, in merito alle differenze genetiche riscontrate nelle comunità dei microrganismi rizosferici (funghi micorrizici), ritrovate nelle diverse parcelle.

I valori dello stato nutrizionale delle viti con una o l’altra delle tecniche colturali, sostanzialmente si equivale, soprattutto in questi primi anni di studio, e considerando che le parcelle non sono state sottoposte ad irrigazione nè fertilizzazione,  hanno dimostrato valori simili in concentrazioni di microelementi, numero di grappoli, peso medio degli stessi, e infine qualità sensoriale del vino.
La valutazione sensoriale infatti, da parte dei degustatori, per i diversi vini ottenuti con la stessa metodologia di vinificazione, provenienti da uve biologiche e biodinamiche, ha ottenuto riscontri positivi sulla valutazione qualitativa degli stessi, senza differenze sostanziali identificabili tra le due “categorie”.

Attendiamo con curiosità il Convegno che si terrà nel prossimo autunno dove verranno presentati diversi dati, corrispondenti alle annate di vinificazione. Continueremo a seguire questo interessante progetto, che proseguirà nei prossimi due anni e che apre la prospettiva di approfondire diverse ipotesi e linee di studio.

Siamo personalmente convinti, che le differenze misurabili, emergeranno nei prossimi anni tra le diverse parcelle coltivate in biologico e biodinamico.

Bio è meglio! Cena d’estate con il menù che rinfresca

Alzi la mano chi si sente accaldato? Abbiamo pensato ad una soluzione: una cena fresca d’estate all’insegna del biologico 

Cari amici stiamo preparando per voi l’ultima cena prima della pausa estiva!  La cornice della serata è il Ristorante Il Ghota a Funo di Argelato, Bologna.

Ristorante il Ghota

Il caldo torrido degli ultimi giorni non ci ha dato respiro e quindi abbiamo pensato ad un luogo fresco e a piatti freschi abbinati a questi vini:

Gavi Pisè – La Raia che accompagnerà l’aperitivo a buffet; l’azienda lavora in biodinamica ed è certificata Demeter. Se volete maggiori informazioni potete leggere il nostro post dello scorso Novembre.

Vernaccia di San Gimignano  – Montenidoli, abbinata al primo. Montenidoli è una azienda storica a San Gimignano. Il loro primo vino è nato nel 1971, e da allora hanno sempre coltivato la terra in biologico, con metodi biodinamici.

Grignolino d’Asti Cascina Tavjin, con carpaccio tiepido di vitello dell’Appennino con chips di patate novelle e olio di rosmarino. Il Grignolino di questa azienda ha carattere e parlando con Nadia e i suoi genitori sono molto chiari i valori della famiglia . Trovate un mio post dello scorso anno scritto in merito a questa azienda.

Moscato d’Asti – Torelli accompagnato al dolce studiato apposta per avvolgere il palato nella morbidezza e dolcezza. Di questo Moscato, fresco e con un residuo zuccherino non troppo alto, abbiamo sentito decantare lodi anche da coloro che il Moscato non lo hanno mai apprezzato!

Non vogliamo dilungarci troppo in parole descrittive, crediamo che i vini debbano essere assaggiati e abbinati al piatto giusto, che ne esalterà caratteristiche e sensazioni. Siamo certi che ogni vino vi regalerà un’ emozione sensoriale diversa e unica. Vi aspettiamo!

Eco-labels. Sì o no in bottiglia?

Studi americani dimostrano che le eco-etichette non sono considerate un valore aggiuntivo per una bottiglia di vino.

Navigando tra le notizie del web, l’articolo di  Edoardo Narduzzi ci riporta al problema “green labels”.

Si evince dallo scritto, che l’etichetta presente in un vino “bio” (collochiamo la parola tra virgolette, per comprendere le diverse definizioni, da agricoltura biologica e biodinamica) non viene considerata dal cliente finale come importante. In particolare, il prezzo della bottiglia maggiorato, non viene correlato ad una immagine di qualità e caratteristiche organolettiche diverse da altri vini e quindi non accettato.

Uno studio di Delmas e Grant “Eco-labeling Strategies and Price-Premium, evidenzia come  i consumatori statunitensi, siano più propensi ad acquistare prodotti” bio”, se le pratiche certificate, possono fornire dei benefici reali percepibili per la salute, oppure in qualità e bontà superiori del prodotto.

Quale deve essere pertanto l’obiettivo di una etichetta che certifica un vino “bio”?

Certamente sarebbe importante ridurre l’asimmetria informativa tra produttore e consumatore, fornendo informazioni relative alla qualità e alle caratteristiche organolettiche del vino, comunicando il  valore aggiunto, come ad esempio, il non utilizzo di chimica in vigna e additivi nella vinificazione.

Dagli studi sopracitati emerge che quando si tratta di vino, al contrario del mondo alimentare, la eco-certificazione non è ben compresa dai consumatori con addirittura un effetto negativo sui prezzi del vino. Un’ etichetta che riporta un marchio di certificazione in biologico/biodinamico, influisce poco nell’incrementare l’immagine del vino, se non viene comunicato al consumatore in modo chiaro il valore aggiunto specifico del prodotto e la qualità dello stesso.

Un sovrapprezzo in valore della bottiglia, potrebbe essere accettato da parte del consumatore, se fossero compresi dallo stesso i vantaggi connessi al processo di certificazione, come ad esempio la salvaguardia delle viti e dell’ambiente preservando la biodiversità, il controllo del processo produttivo,.ect .
Questi valori che sono compresi da enologi e addetti al settore, non vengono però comunicati al consumatore che ignora il lavoro e le fatiche del produttore, e non è di conseguenza disposto a pagare un vino certificato in etichetta un prezzo maggiorato di un vino senza eco-etichetta.

Nel settore del vino “bio”, si verifica una situazione atipica rispetto ad altri settori, e appare evidente la difficoltà da parte dei consumatori (degli USA, per gli studi citati, ma potremmo includere anche il consumatore Italiano), di comprendere le differenze dei prodotti, le caratteristiche di produzione e di certificazione e di conseguenza la percezione  del prodotto vino, non può essere associata a valori che permettono di giustificare un prezzo maggiorato delle bottiglie, a danno del produttore.

Uno spunto interessante emerso dall’articolo di Narduzzi, riguarda i consumatori di vini “bio” negli USA; risultano maggiormente informati, secondo lo studio di Lester Kwong, istituto enologico canadese Brock University – (studio pubblicato Journal of Wine Economics, n°2/2011) degli altri consumatori abituali di vino, e di conseguenza il valore del prezzo di una bottiglia, viene valutato dagli stessi, soprattutto in merito alla conoscenza del brand  e alla qualità effettiva del vino.

Cena tradizionale “non convenzionale” con prodotti biologici certificati

lL Ristorante Neoclassico C/O Carlton Hotel in collaborazione con  Etica vitis presenta:

UNA CENA TRADIZIONALE NON CONVENZIONALE BOLOGNESE

La cena di reinterpretazione della tradizione emiliano – romagnola  all’insegna della cucina di qualità, con prodotti biologici certificati, rielaborati da una cuoca di eccezione della tradizione, la chef Cesarina Boschi, che crea i piatti in versione moderna, piatti freschi ed estivi, creati con alimenti di produttori locali tutti certificati biologici.

I prodotti e i produttori sono stati accuratamente scelti da Antonella Rambaldi, mentre i piatti sono stati pensati  dalla chef Cesarina e abbinati a vini regionali, provenienti da viticoltura biologica proposti da Etica Vitis.

La serata  si svolgerà Martedi 15 Maggio, ore 20,30 all’ aperto nella splendida terrazza del giardino interno dell’ Hotel Carlton, in Via Montebello 8, Posti disponibili 40, al prezzo di € 35.

La prenotazione è obbligatoria al Ristorante Neoclassico : 051 242139

Produttori :

Golinelli Alta qualità, Selezione  Bio (carne) Azienda agricola Antigola (farine), Az.Agricola Nizzi- Minghetti (formaggi), Bioagriturismo il Cucco (verdure), Forno Calzolari (pane), Caseificio Sociale Santa Rita (Parmiggiano reggiano), Az. Agricola biodinamica La Bifolca, Caffè biologico – Torrefazione Gourmet.

I vini bio abbinati saranno Malvasia secca IGTTenuta la Piccola, Sauvignon IGTCamillo Donati, Sangiovese Sup. dell’Emilia R. DOC e Passito rosso di Centesimino di Francesconi Paolo.

Vino al calice o in bottiglia?

Articoli recenti riportano il cambiamento dei consumi di vino da parte del cliente al ristorante, in particolare, il trend in crescita risulta essere la richiesta del calice di vino.
Questo nuovo trend appare legato a diverse motivazioni: desiderio di poter assaggiare vini diversi da accompagnare ai piatti, ad un prezzo accettabile, affiancata alla necessità di assumere poco alcol durante il pasto, per il timore dell’alcol test. A questo proposito  un calice di vino di bassa gradazione da abbinare al menù scelto, appare la soluzione più adatta e salutare.

Il cambiamento attuale impone quindi un adattamento moderno da parte del ristoratore, che attualmente in base alle richieste della clientela, dovrebbe poter presentare una carta dei vini “al calice” o con formati da 0,50 litri, soprattutto leggeri con una gradazione alcolica non superiore ai 12,5 gradi.

Quanti ristoranti sono pronti ad adeguarsi a questo nuovo trend?  Noi crediamo siano davvero pochi.

Nel mondo dei vini biologici e biodinamici, in particolare, la possibilità di provare calici diversi di vino, praticamente non  esiste se non in qualche ristorante di alto livello, che ha anticipato la tendenza attuale o in pochi locali specializzati nel biologico.

Cari lettori, come vi comportate al ristorante? Chiedete la bottiglia intera o un calice di vino?

P.S. Allo scopo di farvi assaggiare vini biologici e biodinamici diversi, accompagnati ad ottimi piatti stiamo organizzando una serata tutta bio a Bologna, dove sarà possibile mangiare ottimi piatti cucinati da una famosa cuoca bolognese. Presto la notizia ufficiale.

Vivit lo spazio “vino bio” a Vinitaly 2012

Cari amici ,

il vino biologico e biodinamico è in forte crescita, lo dimostrano i dati del Prowein 2012, dove il padiglione dedicato era di dimensioni superiori all’anno precedente, e il numero di visitatori è duplicato.
Anche il Vinitaly come sapete ha dedicato quest’anno, uno spazio esclusivo, Il Vivit.

Abbiamo trovato un paio di video che vi potete guardare nei prossimi giorni di festa, per reperire qualche informazione, sul mondo dei vini biologici e biodinamici.

Vino, alimenti bio e Green al Critical Book and Wine 2012

Partenza! Questa sera alle 19.30 si apre la terza edizione del Critical Book and Wine il mercato degli editori e vignaioli indipendenti, Vini da leggere e libri da gustare!

Documentari, dibattiti, concerti, degustazioni, e workshop in merito ad argomenti diversi, attendono chi si trova a Bologna nei prossimi giorni.

In particolare, gli organizzatori hanno costruito  attraverso una fitta rete di contatti, una manifestazione ricca di tematiche; una di queste da noi particolarmente sentita è quella green, in questo caso centrata sull’aspetto  “natura come bene comune” e riguarda gli spazi urbani condivisi nella nostra città, per renderla più vivibile.

A tale proposito, si parlerà del progetto che vede già realizzato a Bologna il primo orto sul tetto di un palazzo di edilizia residenziale pubblica, l’orto idroponico, Da non perdere l’ iniziativa di Sabato, con l’opportunità di adottare piante di varie famiglie, che sarebbero altrimenti destinate al compostaggio; Domenica il laboratorio studiato per bambini (e non solo) “Semina il tuo Cibo”, dove si pianteranno vari ortaggi.

Un aspetto molto interessante è legato  agli alimenti che si consumeranno in loco, tutti biologici e biodinamici a chilometro zero, valorizzando i produttori locali. Particolare  attenzione è rivolta al menù vegano, che ci rende particolarmente entusiasti . Siamo curiosissimi di assaggiare le specialità fatte a mano, vegane e non  che si potranno abbinare ai vini dei vignaioli presenti tra i quali ritroviamo:

Folicello, la Vigna, La Viranda, Spagnol Eris, Pisoni, Borgo delle Oche, Vicentini Orgnani, Zaghis,  La torre, I Botri di Ghiaccioforte, Aurora, Tenuta Folesano, Vigneto San Vito, La Verde Collina, San Fereolo, Lusenti, Meoli, Riserva Cascina.

Vi aspettiamo Venerdì 9 Marzo alle 18.30 con la proiezione di “Senza Trucco. Le donne del vino naturale” dove saranno presenti gli autori Giulia Graglia e Marco Fiumara, e una delle protagoniste del documentario Nicoletta Bocca (Az. Vitivinicola San Fereolo), che vi accompagnerà alla degustazione di tre suoi vini, disponibili su etica vitis, Dogliani 2006, Coste di Riavolo 2006, Austri 2005. Sulla nostra vetrina trovate inoltre, alcuni vini delle Aziende vitivinicole biodinamiche Pisoni e Vigneto San Vito .

Ci siamo soffermati in particolare sui vignaioli, ma saranno presenti anche birrifici, tanti editori indipendenti e numerosi gruppi musicali. Il programma per intero è consultabile al sito del TPO.

A Domani!

Senza Trucco e i vini di San Fereolo al Critical Book and Wine il 9 Marzo a Bologna

Cari amici etica vitis in collaborazione con  gli organizzatori del Critical Book & Wine del TPO di Bologna, Flavia Tommasini e Domenico Mucignat siamo riusciti ad organizzare la seconda proiezione di “Senza Trucco” in città, il documentario sulle donne del vino naturale, di Giulia Graglia e Marco Fiumara. L’evento si terrà presso il TPO di Bologna, Via Casarini 17/5, venerdì 9 Marzo alle 18,30.

In prima sede si terrà la presentazione di Giulia Graglia, e la proiezione del Documentario.

La serata proseguirà con  Nicoletta Bocca una delle protagoniste di Senza Trucco e produttrice di vini naturali della azienda agricola San Fereolo , che  presenterà alcuni dei suoi vini in degustazione. Scopriremo insieme  il Dolcetto di Dogliani 2006, Austri 2005, Coste di Riavolo 2006, presto presenti nella nostra vetrina.

L’ azienda di San Fereolo è di circa 12 ettari e produce circa 45.000 bottiglie. A San Fereolo ci sono vitigni autoctoni come Dolcetto, Barbera, Nebbiolo, e bianchi come Riesling e Gewurtztraminer.

Il lavoro in vigna assume molta importanza per Nicoletta Bocca, ed ogni pianta è considerata come un individuo che si esprime nello spazio e in relazione alle altre, curata con amore e onestà. Nicoletta ha cercato un’agricoltura attenta al rispetto della Natura e dei rapporti tra le piante, prediligendo l’approccio biodinamico.

Vi aspettiamo numerosi!