Natale in famiglia con etica vitis

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Simposio sul vino Biologico – Az. agricola Le Carline

Abbiamo partecipato al 1° Simposio sul Bio organizzato dall’Azienda agricola “Le Carline” il 23 Gennaio. Un ‘incontro interessante che ci ha portati a confrontarci sul regolamento del vino biologico e su altre tematiche. Riportiamo qui di seguito l’articolo che trovate sul sito dell’azienda.

I° Simposio culturale sul mondo del BIO: Vino Biologico e Benessere

25 gennaio 2013 – 

Differenze tra agricoltura biologica e biodinamica, tra vino biologico e naturale e tra vino biologico e convenzionale. 
Il mondo del biologico è in evoluzione, le leggi cambiano e c’è bisogno di un’informazione chiara e corretta per tutti. Mercoledì 23 febbraio abbiamo organizzato questa tavola rotonda per iniziare a dare e avere una giusta informazione di ciò che sta cambiando e per tentare di chiarire eventuali dubbi.

L’altro tema protagonista della giornata ha riguardato la forte relazione, scientificamente provata, che sussiste tra la scelta di un’alimentazione sana e biologica e il benessere che ne deriva per l’organismo.

Per fare questo abbiamo voluto invitare relatori esperti del settore che hanno affrontato queste tematiche dai diversi punti di vista.

.simposio mondo BIO

Ecco quindi che, oltre alla presenza di Daniele Piccinin, che ha portato la sua decennale esperienza di produttore biologico e ha tentato di fare chiarezza nelle diverse tecniche agronomiche applicate in agricoltura convenzionale, naturale, biodinamica e biologica, sono intervenuti:

Degenhardt-Franchi-Micheloni-Piccininla Dott.ssa Cristina Micheloni, agronomo, vicepresidente AIAB e coordinatrice scientifica del Progetto Orwine; la quale ha affrontato la questione normativa ed in particolare come siamo arrivati, dopo 20 anni di lunghe discussioni, al nuovo Reg. CE 203/2012;

l’enologo Orazio Franchi, che ci ha spiegato le novità che quest’ultimo regolamento ha portato in cantina;

il dott. Massimiliano Degenhardt, laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova nel 1979, si è poi formato in agopuntura, elettro-agopuntura, manipolazioni vertebrali e omeopatia, il quale ci ha aiutato a comprendere l’importanza che gli alimenti biologici hanno per l’equilibrio e il benessere psicofisico;

Chinellatoil dott. Paolo Chinellato, sommelier delegato AIS Venezia e biologo, che ha illustrato le diverse esperienze sensoriali dei vini convenzionali e biologici, accompagnando i presenti in un percorso guidato di degustazione di due anteprime dei vini senza solfiti aggiunti Le Carline dell’ultima annata.

la Dott.ssa Marcella Tresca e Alessandro Strada, produttori di prodotti BIO, nell’azienda agrituristica Cà di Rico di Dovadola (FC), partner in questo evento, che ci ha deliziati con un ottimo buffet sapientemente preparato dal suo staff di cucina.

A moderare l’incontro la Dott.ssa Cristina Collodi, esperta in marketing e comunicazione.

degustazioneL’intento di questo incontro era quello di cercare di fare chiarezza in un tema molto attuale nel quale però c’è ancora molta confusione, soprattutto per fornire al consumatore i giusti strumenti di valutazione e confronto.

“Noi produttori di vino biologico” – afferma Daniele Piccinin – “non abbiamo la pretesa di dire che il nostro vino è migliore degli altri, ma chiediamo con forza che ci sia correttezza da parte di tutti, e che arrivi un’informazione più esaustiva su cosa contengono e su come vengono prodotti i vini naturali, biodinamici e biologici”.

Soddisfazione dunque per questo primo simposio, che è riuscito a coinvolgere figure autorevoli e un pubblico partecipe e attivo.
Siamo sicuri che ci sarà un seguito, sia perché questi temi sono in continua evoluzione, sia perché non vogliamo che il vuoto normativo che ha caratterizzato il vino biologico per anni si propaghi anche dal punto di vista informativo.

 

Il vino biologico – approvato il regolamento UE

Approvato! Dopo anni di dibattiti e rinvii,  la notizia ufficiale che rimbalza in più articoli dalla scorsa settimana,  riporta l’approvazione del regolamento UE,  della definizione  di vino biologico e la possibilità di  mettere il logo europeo in etichetta, come avviene per gli altri alimenti.

I viticoltori potranno usare la dicitura “vino biologico” dalla prossima vendemmia del 2012, e apporre il simbolo in etichetta;  viene così regolamentato l’intero processo produttivo. L’ Italia è uno dei maggiori paesi  europei  che esporta e produce  vino biologico, e questo regolamento dovrebbe colmare un vuoto legislativo che aveva lasciato senza  alcuna definizione  il vino prodotto da agricoltura biologica.

Il regolamento stabilisce le tecniche enologiche e le sostanze autorizzate per il vino biologico.

I lieviti autoctoni  presenti  sugli acini dell’uva , durante la fermentazione producono naturalmente S02, ma diversi produttori  ritengono che l’aggiunta di solfiti nel vino rappresenti un elemento  importante per la stabilità del prodotto , rendendolo  inattaccabile a batteri e micotossine.  Il problema rimane legato alla quantità di solfiti aggiunti.

Una delle norme  del citato regolamento  fissa il tenore massimo di solfiti per il vino rosso a 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé a 150mg/l (200 mg/l per il vino convenzionale); sembra  vi sia inoltre la possibilità di aumentare il contenuto dei solfiti, in annate particolarmente difficili.

Un vino biologico non potrà quindi  differenziarsi  dai restanti vini per il tenore di solfiti presenti , in quanto la riduzione della quantità da regolamento è davvero limitata.

A nostro avviso ha poco senso identificare la definizione di vino biologico al quantitativo di solfiti aggiunti. I solfiti sono un problema se assunti  in grandi quantità per la nostra salute, ed in particolare per chi è allergico. Diventerà pertanto a nostro parere necessario, da parte della UE, fissare norme specifiche da apporre in etichetta per il contenuto di additivi che possono provocare reazioni allergiche.

Crediamo che un vino biologico in realtà si dovrebbe caratterizzare per il suo basso impatto ambientale e soprattutto per il legame con il territorio, essere riconoscibile da profumi e sapori caratteristici di quel luogo e terreno, prodotto in modeste quantità  e con basso uso di tecnologia. Certamente un basso contenuto di solfiti è auspicabile, ma molti produttori che conosciamo e lavorano in biologico in Italia, hanno già raggiunto questo obbiettivo.

A tale proposito Il nuovo regolamento  stabilisce un sottoinsieme di pratiche enologiche e di sostanze possibili da utilizzare per i vini biologici, che certamente dovranno essere riviste nei prossimi anni.

Questo regolamento rappresenta un primo importante passo, verso il riconoscimento del vino biologico, con ampio margine di miglioramento. Seguiremo l’evoluzione del regolamento.

Certificazione bio del vino in etichetta. Il consumatore la desidera?

Oggi mi ritrovo a condividere con voi i miei pensieri in merito alla certificazione in etichetta ai vini provenienti da agricoltura biologica e biodinamica, in seguito ad una lettura di un panel test effettuato negli USA, dalla Merrill reserch in Agosto 2011 che potete trovare su snoot.

Il risultato del panel,  afferma che solo al 18% dei consumatori di vino negli USA  considera la certificazione biologica un fattore importante nella scelta del vino, mentre l’80% considera il prezzo, la tipologia di vino e la conoscenza delle caratteristiche dello stesso, fattori più importanti.

WINE

RESEARCH

“Organic” is today’s hot wine buzzword. You’ve heard it and you’ve used it, but is it working? Are producers making better wines, or merely marketing their wines more effectively?

We’ll leave that answer up to you, but we can answer an even more important question, do consumers really care? Sadly, the answer appears to be no.

Results from our research panel show that only 18% of wine consumers consider an organic certification to be an important influencing factor when purchasing wine*. Though this number may seem significant when looked at alone, it pales in comparison to the more than 80% of consumers who find other factors, such as price, varietal, style and past experience, to be important. It becomes even clearer when looking at a 54% average importance rating across all 22 other factors tested. Snoot

Sarebbe molto interessante poter effettuare un panel di ricerca simile in ItaliaCosa ne pensa il consumatore di vino da viticultura biologica e biodinamica in Italia? La certificazione ha importanza?

Ricordo che il  consumatore di alimenti  biologici in Italia è esigente, e che nel 2011 si sono riscontrati incrementi di vendita di alimenti biologici nei supermercati e  nei negozi specializzati di oltre l’12%. Questa piccola percentuale dovrebbe a mio avviso risultare attenta anche alla certificazione del vino. Una domanda interessante, è  probabilmente legata al concetto di vino:  viene considerato un alimento?

A nostro parere dovrebbe essere valutato come un alimento, e  riportare in etichetta  tutti gli ingredienti;  la certificazione di conseguenza rappresenterebbe  il corollario di trasparenza verso il consumatore. Cosa ne pensate?

Azienda agricola Fornacina – degustazione Venerdì 11 Novembre 2011

L’azienda agricola Fornacina, sarà la protagonista della serata di degustazione prevista Venerdì 11 Novembre presso http://www.muffanobile.it/

Vigneti della azienda Fornacina- thanks to Fornacina

Questa azienda  localizzata poco prima di entrare in  Montalcino, appartiene alla famiglia Biliorsi da generazioni. Attualmente la proprietà  è  gestita da Mauro e Simone Biliorsi che producono Brunello seguendo l’antica tradizione.  Dalla vendemmia 2004 le loro uve sono certificate in biologico, ma lavorano da sempre nella naturalità, per salvaguardare il legame dei loro vini al territorio.

La superficie vitata è di circa 5 ha e i restanti 5 ha sono a bosco, caratteristica molto importante per il mantenimento della biodiversità nella azienda. Il loro obiettivo rimane quello di mantenere i quantitativi di produzione attuali per evitare di dover far gestire l’azienda ad esterni.

La produzione media in azienda è tra i 70- 60 q/ ha per il Brunello e attorno ai 80-70q/ ha per il Rosso. Spesso l’azienda stessa riduce i quantitativi prodotti per controllare i prezzi e la qualità ; il numero di bottiglie prodotte si aggira attorno alle 13.000.

grappolo di Sangiovese grosso- thanks to Fornacina

La zona di produzione del Brunello è stata estesa a tutto il Comune di Montalcino dal 1998, prima vi erano solo delle parcelle all’interno dell’area di produzione, quelle ritenute davvero vocate per produrre questo vino pregiato, elegante e di ottima struttura. Il prezzo di questo vino è diminuito mediamente a bottiglia di conseguenza negli anni 90, perché le produzioni sono raddoppiate nel Comune di Montalcino.

L’azienda usa in vigna solfato di rame e zolfo;  non sono mai stati usati prodotti chimici, allo scopo di preservare la salute del territorio, delle piante e delle persone. Fortunatamente la zona di esposizione dei loro vigneti in asse sud-est di Montalcino, è ventilata e non presenta particolari problemi di Peronospora e Oidio. La fortunata posizione dei campi, gli consente di  produrre vini morbidi, eleganti e ben aromatizzati, leggermente più scarichi in colore e in alcool rispetto a quelli posizionati nel versante Nord.

botti di rovere - thanks to Fornacina

I vini di questa azienda presentano ovviamente caratteristiche diverse ogni anno, legate alla stagionalità e alla evoluzione che  il Brunello subisce durante i due anni di affinamento, all’interno delle botti grandi di rovere.

Mi sono ripromessa di farmi una piccola cantina per conservare il Brunello di ogni annata di questa azienda, per poter fare una piccola verticale tra 10 anni ; immagino le sorprese che riserverà questo vino nella sua lenta evoluzione.

Venerdì  si assaggeranno le annate  di Brunello 2005 e 2006  e l’ottimo Rosso di Montalcino 2009.

Sul nostro sito www.eticavitis.it è possibile acquistare attualmente il Brunello 2005 e il Rosso di Montalcino 2008

Ringrazio Antonella Rambaldi Agribio E.R. per il suo apporto di informazioni della azienda Fornacina.

Vino biologico, quale rapporto con il consumatore?

Nel cammino intrapreso alla scoperta dei vini, a volte mi trovo a dialogare con persone diverse, incluse anche alcune che hanno una certa esperienza del panorama enologico e migliaia di appunti di assaggi nelle loro agende.

Quando si parla di vini da agricoltura biologica o biodinamica, alcuni mostrano ancora qualche perplessità.

Nell’articolo Organic Vines for Better Wines  di  organicauthority  si legge che ancora oggi, nonostante vi sia una forte crescita nella qualità, nella produzione e richiesta di questa tipologia di vini, rimane ancora un pregiudizio di fondo in ricordo dei primi prodotti negli States nei primi anni Ottanta, il cui sapore e caratteristiche organolettiche forse non erano del tutto soddisfacenti.

Un’altro punto che mi ha  fatto riflettere è che spesso le etichette di vini da agricoltura biologica o biodinamica , o semplicemente naturali, non sono abbastanza chiare e danno poche risposte al cliente finale.

Quindi, nonostante la qualità di questi vini sia decisamente migliorata, ci chiediamo se lo stigma del passato sia rimasto impresso nella mente delle persone.

Noi di Etica Vitis cerchiamo di assaggiare molti vini: naturali, da agricoltura biologica e biodinamica. Quanti più ci è possibile. E devo dire che troviamo una qualità spesso disomogenea, perchè oggi  naturale è ancora termine un po’ bistrattato, equivoco e a volte anche abusato.

In Italia questo settore è  marginale ed è mia impressione che non vi sia abbastanza informazione in merito alle tecniche di coltivazione  relative a questo tipo di viticoltura; risulta spesso carente, infatti, l’ informazione in merito al biologico e biodinamico e soprattutto la giusta comunicazione che valorizzi i punti di forza naturalmente presenti in questi vini, che stimoli il consumatore a ricercare il contatto diretto con la terra e con il vino, per conoscerli meglio, scoprirli e poter apprezzare un prodotto non standardizzato nei sapori e nei profumi, unico, sano, diverso e piacevole da bere.

Serata “Colori di Primavera” tra vini e sapori

Vi aspetto ad assaggiare  tre fra i nostri migliori vini il 19 Aprile a Bologna, abbinati ai fantastici piatti di Fabio e ai dolci di Arianna!

Col di Manza della cantina  Perlage

Barbera SSA 500 senza solfiti della Nuova Cappelletta

Moscato d’Asti di Gianfranco Torelli

Invito_19 aprile